visitare padova in monopattino elettrico

Cosa visitare a Padova in monopattino elettrico

Un itinerario in monopattino per visitare i luoghi caratteristici della città di Padova

Scoprire le città in monopattino è lo stile di vita del momento. Si tratta di un modo semplice e conveniente per vedere tanti luoghi in modo alternativo, rispetto ai soliti tour a piedi o con altri mezzi. Ecco perché abbiamo pensato di parlare di cosa visitare a Padova in monopattino elettrico.

Un modo nuovo per visitare una città, ma già testato in altre più grandi, come Milano e Roma, con grande successo.

Questo nuovo mezzo, da qualche anno si è diffuso rapidamente in tutta Europa permettendo ai turisti e viaggiatori di godersi una città in completa autonomia, in maniera ecologica, senza utilizzare mezzi ingombranti che possono creare problemi nel parcheggio, e senza sottostare agli orari dei mezzi pubblici

Giunto fino a noi, il monopattino elettrico è stato acclamato a gran voce, e ora ogni città italiana sta provvedendo ad implementare servizi di sharing per mettere a disposizione questo servizio, cosicché chi ha intenzione di utilizzarlo, non dovrà necessariamente acquistarlo.

Ad ogni modo, in questa guida faremo chiarezza sulla convenienza di utilizzare questo mezzo elettrico, cosa prevede la regolamentazione del suo utilizzo nella città di Padova e infine, l’itinerario con luoghi caratteristici di Padova.

Cosa prevede la regolamentazione sul visitare Padova in monopattino elettrico?

Nella città di Padova è possibile trovare molti mezzi in sharing. La sharing mobility è infatti un modo per muoversi comodamente dove si vuole in una città, utilizzando mezzi in condivisione. Perciò li si noleggia nel momento che servono, per poi lasciarli nei punti appositi così che altre persone li possano usufruire. In questo modo, si evita di acquistare un mezzo privato e avere una migliore circolazione in città diminuendo anche sprechi e l’inquinamento.

Con i monopattini elettrici sharing (ma anche quelli privati) è possibile ridurre drasticamente l’inquinamento poiché non producono smog, essendo elettrici e quindi non alimentati da carburante. Ma prima di vedere i vantaggi, spiegheremo come è regolata la circolazione a Padova.

Dove si può utilizzare il monopattino?

Si può transitare su tutte le piste ciclabili, sulle piste ciclo-pedonali e sulle corsie ciclabili che si trovano sulle zone a limite di velocità a 30 km orari, ma anche sulle strade urbane con un limite di velocità inferiore o pari a 50 km/h. Nelle zone in cui è consentito il transito alle biciclette, il monopattino elettrico non deve superare la velocità di 6 km/h. 

Le zone in cui invece non si può transitare sono: 

  • le strade extraurbane principali e secondarie
  • sulle corsie veicolari della tangenziale
  • sulle rampe
  • lungo le rotatorie e gli svincoli di ingresso e uscita
  • nelle strade con un limite di velocità superiore ai 50 km/h 
  • nell’area pedonale del “Liston” (infatti non si può nemmeno circolare con le biciclette
  • nella zona industriale di Padova (ZIP)
  • sotto i portici
  • sui marciapiedi

Inoltre, è vietato attraversare le rotaie del tram mentre si guida il monopattino.

I luoghi in cui si può condurre solo ed esclusivamente a mano il tuo mezzo, saranno tutte le aree di interesse storico, artistico e culturale. Fanno parte di questi il sagrato della Cattedrale, l’interno dei Giardini dell’Arena, la Basilica di S. Antonio e di S. Giustina, l’isola Memmia. All’interno dei Giardini dell’Arena c’è una corsia riservata alle biciclette, dunque solo lì è possibile rimanere a bordo del proprio mezzo.

Il monopattino può essere utilizzato dai 14 anni in su. Ma dai 14 ai 18 anni è necessario indossare il casco e portare con sé il patentino. Sotto i 14 anni ne è severamente vietato l’uso su strade pubbliche.

Perché è conveniente visitare una città in monopattino? Tutti i vantaggi

Come abbiamo detto, in molti Paesi europei il monopattino in versione elettrica si è diffuso a macchia d’olio, e ormai da un anno anche l’Italia ha visto un boom di compratori. 

Ma perché è tanto conveniente visitare una città in monopattino, e perché per tanti è diventato il mezzo preferito?

Prima di tutto, il monopattino elettrico è l’ideale per coprire distanze brevi e medie. Perciò è perfetto per chi vive o visita una città, per spostarsi da un luogo ad un altro. Mentre è sconsigliato viaggiare da città a città, poiché le distanze diventerebbero troppo lunghe.

Nel Nord Italia abbiamo un grande problema: il forte inquinamento da polveri sottili provenienti dallo smog di auto e moto. La soluzione sarebbe utilizzare sempre meno i mezzi privati, optando per trasporti pubblici, i servizi di mobility sharing messi a disposizione dal comune, o ancora, mezzi privati ma ecologici (ad esempio la bicicletta).

C’è chi ha già acquistato un monopattino elettrico da utilizzare nella propria città e decide di utilizzarlo quando viaggia nelle altre città. Questo mezzo è estremamente comodo ed ecologico, poiché da una parte si raggiunge in fretta un luogo senza fare troppa fatica, dall’altra, essendo alimentato da una batteria, non produce fumi nocivi che inquinano l’aria.

Vediamo però tutti i vantaggi del visitare Padova in monopattino elettrico:

  • è ecologico, come spiegato i mezzi elettrici sono sempre più ecologici rispetto a quelli alimentati a carburante;
  • è comodo, poiché visitare tutta la città a piedi, soprattutto se il tempo è poco o se si hanno difficoltà, può diventare un’impresa e non godrai appieno dell’esperienza. Al contrario, con il monopattino avrai la possibilità di raggiungere velocemente i vari luoghi, goderti la città e camminare anche, se vorrai;
  • è conveniente, in quanto risparmierai molte spese, dato che benzina in primis e i vari parcheggi possono essere costosi;

Senza contare che Padova presenta numerose zone ZTL (ovvero le zone a traffico limitato) che possono creare disagi in chi non è abituato a percorrere queste strade. Perciò il monopattino diventa un’alternativa molto comoda e sicura.

Quindi i monopattini elettrici si possono anche noleggiare? 

Come abbiamo detto prima, a Padova esiste la sharing mobility, perciò sì, è possibile noleggiare i monopattini elettrici.

Particolarmente utile sia ai residenti che ai turisti di passaggio, è possibile muoversi in completa autonomia da una parte all’altra della città.

Ora che hai tutte questa informazioni basilari sulla circolazione con questi mezzi, possiamo vedere insieme cosa visitare a Padova in monopattino elettrico.


Itinerario su cosa visitare a Padova in monopattino elettrico

Ecco un’idea sull’itinerario che potrai seguire per visitare Padova in monopattino elettrico. L’itinerario parte dalla stazione ferroviaria posta a nord della città, toccando 21 luoghi d’interesse. 

Da notare bene che in alcuni tratti e zone occorrerà spostarsi con monopattino alla mano.

1. Giardini dell’Arena

i giardini dell'arena a Padova

Partendo dalla stazione ferroviaria, o la stazione degli autobus (sono una affianco all’altra) prendi la via Diego Valeri, in cui si trova una pista ciclabile. Svolta a sinistra in Via Trieste, per poi prendere la prima strada a destra, via Vecchio Gasometro, e procedi, fino a che dovrai attraversare Ponte Milani, trovandoti in Via Porciglia. Subito alla tua destra troverai una stradina apposita per ciclisti che entra dal retro dei Giardini pubblici dell’Arena. Questo parco pubblico costeggia il Bacchiglione. In questo luogo, c’è ancora il molo dove arrivavano in città i barconi carichi di carbone.

Da questa prima tappa potrai non solo goderti il parco che oggi presenta numerosi chioschi all’aperto e tanta vegetazione, ma anche iniziare il tuo itinerario alla scoperta di cosa visitare a Padova in monopattino. Infatti, all’interno del parco troverai i resti dell’Arena, l’antico teatro romano di Padova, la Cappella degli Scrovegni e il complesso degli Eremitani con il museo.


2. La Cappella degli Scrovegni di Giotto

cappella degli scrovegni padova

Partiamo dalla Cappella degli Scrovegni, innalzata tra il 1303 e il 1305, che ospita affreschi di Giotto, nonché il più importante ciclo di affreschi del mondo. Grazie a questo cicli di affreschi, Giotto cominciò la vera e propria rivoluzione della pittura moderna.

A Giotto era stato commissionato di raffigurare una serie di scene del Vecchio e Nuovo Testamento, con la morte e la resurrezione del figlio di Dio e il Giudizio Universale. L’idea era infatti di incitare chiunque li vedesse a riflettere sul sacrificio fatto per salvare l’umanità dal male. 

Celebre è la sua volta stellata, che ammalia milioni di visitatori non appena volgono lo sguardo al cielo.


3. Arena Romana di Padova

Proseguiamo con il tour spostandoci all’Arena Romana, nonché antico teatro romano di Padova.

Questo luogo era teatro di brutali combattimenti tra gladiatori.

Venne costruito intorno al 70 d.C., nel periodo Claudio-Flavia, ai tempi di Attila.

Le dimensioni sono simili all’Arena di Verona e presenta somiglianze con l’arena di Nimes in Francia. 

Durante il Medioevo però, il teatro venne demolito e utilizzato come cava di pietra, perciò resta ben poco dell’arena.


4. Musei Civici Eremitani

musei civici agli eremitani padova

Spostandoci a sud del parco, giungiamo ai Musei civici Eremitani di Padova, ovvero un complesso museale, che ospitava il convento dei frati eremitani. In questo luogo troviamo:

  • il Museo archeologico
  • il Museo d’arte medioevale e moderna
  • il Palazzo Zuckermann, nel quale puoi trovare il Museo di arti applicate e il Museo Bottacin e che vedremo nel dettaglio tra poco.

All’interno della chiesa puoi ammirare opere d’arte prestigiose, tra cui i primi lavori di Andrea Mantegna.


5. Palazzo Zuckermann

Proprio di fronte alla Cappella degli Scrovegni, fuori dai giardini, sorge la nuova sede museale di Palazzo Zuckermann. Questa struttura risale ai primi anni del XX secolo.

Qui troverai una raccolta di più di 2000 oggetti, manufatti in uso a Padova dal Medioevo alla metà dell’ottocento e custoditi nel Museo di arti applicate e decorative, e la collezione di monete e medaglie del Museo Bottacin.

Quest’ultimo, è tra i musei di raccolta monete e medaglie più ricchi mondo.

Bottacin era un commerciante di stoffa dell’alta borghesia e collezionava circa 60.000 pezzi tra medaglie, sigilli e monete.

Potrai scoprire antichi e rari medaglioni romani degli imperatori Adriano, Settimio Severo e Magnenzio, e molto altro ancora! 


6. Porta Portello, i resti delle antiche mura

porta portello padova in monopattino elettrico

Dal Palazzo Zuckermann torna ai Musei Civici Eremitani, attraversa nuovamente il Ponte Milani e ti troverai in via Gozzi. Gira verso destra, imboccando la Passeggiata Arturo Miolati (che poi prenderà altri nomi, ma ti basti sapere che dovrai procedere senza lasciare la pista ciclabile). Procedendo su questa stradina alberata che costeggia Via Trieste arriverai ai Navigli e a Porta Portello, il cui vero nome sarebbe Porta Ognissanti.

Padova era anticamente una città murata, e i suoi resti si possono trovare lungo le varie porte situate sui fiumi. Le sue mura risalgono al 1500, durante la Repubblica Serenissima di Venezia.

La zona Portello ha questo nome perché costituiva un piccolo porto da cui passavano le imbarcazioni nella tratta Riviera del Brenta – Venezia. 


7. Chiesa di Santa Sofia

chiesa di Santa Sofia a Padova

Da Porta Portello immettiti nella strada Via del Portello per poi svoltare in via Belzoni. Prosegui su questa strada fino ad arrivare a Via Altinate. Sulla sinistra troverai Via Santa Sofia, ed è qui che potrai visitare la Chiesa Parrocchiale di Santa Sofia.

Sorta dalle rovine di un tempio pagano (si pensa dedicato ai dio Mitra, divinità di origine persiana) in epoca medievale (inizio della costruzione IX secolo circa) divenne luogo di culto cristiano e ad oggi, la sua struttura è tra le più antiche della città.


8. Palazzo Zabarella

A questo punto ritorniamo in via Altinate tenendo la sinistra, spostandoci verso il centro. Ad un certo punto, sulla sinistra, troviamo a via Zabarella. Sarà poco più avanti che incontreremo il Palazzo Zabarella, un palazzo-fortezza risalente ad epoca medievale.

La torre venne costruita riutilizzando mattoni romani. Vennero effettuati diversi scavi, trovando resti di insediamenti risalenti al VIII secolo a.C.

Inoltre, venne rinvenuta una casa-laboratorio decorata con magnifici pavimenti a mosaico.

La facciata venne ristrutturata nei primi anni dell’800 in chiave neoclassica e decorata da artisti famosi. All’interno, troviamo diversi eventi culturali e mostre di vario genere.


9. Palazzo del Bo e Gabinetto Anatomico

palazzo del bo padova

Risaliamo da dove siamo venuti per imboccare sulla sinistra Via Cesare Battisti. Arrivati all’incrocio con Riviera dei Ponti Romani, proseguire sempre dritti ma, entrando in zona pedonale, occorre tenere il monopattino alla mano. 

Il Palazzo del Bo, si trova subito sulla sinistra, in Via VIII Febbraio. 

Noto anche solo “Il Bo” per i padovani, è la sede storica (ovvero dal 1493) dell’Università degli Studi di Padova. Oggi è la sede del Rettorato e della Scuola di Giurisprudenza. Questa antica sede era un ateneo prestigioso, che vide personaggi famosi, come Galileo, Copernico, Papa Sisto IV, il re di Polonia Stefan I Bathory e molti altri ancora.

Il palazzo è visitabile con tour guidati, e potrai vedere il gabinetto anatomico, nonché il teatro anatomico di Padova, il più antico al mondo, risalente al 1594 e perfettamente conservato. Il teatro anatomico è composto da un tavolo da dissezione al centro, attorniato da palchi che si elevano verticalmente.

All’ingresso potrai notare un’iscrizione in latino “Mors ubi gaudet succurrere vitae“, ovvero “Dove la morte è lieta di soccorrere la vita”.


10. Caffè Pedrocchi, il caffè senza porte

Per raggiungere la prossima tappa, risali Via VIII Febbraio verso nord, verso Piazza Cavour. Sulla sinistra noterai una costruzione con delle colonne e dei leoni bianchi. Eccoci arrivati alla decima tappa di questo tour su cosa vedere a Padova in monopattino elettrico.

Tra la fine Settecento e il primo Ottocento, nella città di Padova divenne luogo di incontro per molti artisti, filosofi, e persone illustri. Nacquero così i caffè, che all’epoca erano veri e propri punti di ritrovo culturali.

Nel 1831 venne inaugurato il Caffè Pedrocchi, e affianco, qualche anno più tardi, sorse il Pedrocchino, una costruzione neogotica dall’aspetto elegante riservata alla pasticceria.

Presto questo luogo venne chiamato “il caffè senza porte“: fino al 1916 era aperto giorno e notte e in più, il porticato aperto che all’epoca era senza vetrate, era un tutt’uno con la città.

Fu il primo caffè ad essere illuminato a gas, e le persone potevano sedersi anche senza ordinare, le donne ricevevano fiori e se pioveva, veniva prestato un ombrello alla clientela.

L’architettura è un mix di stili: il neoclassico con il gotico veneziano, dei richiami esotici egizi e cinesi. Sulla facciata a nord i due porticati presentano colonne doriche precedute da quattro leoni scolpiti. Rito vuole che ci si scatti una foto mentre si cavalca un leone! 

Ora il caffè è proprietà del Comune di Padova ed ospita le Gallerie del Pedrocchi e il Museo del Risorgimento. Potrai entrare e rivivere i tempi antichi, leggendo giornali e assaggiando specialità di pasticceria e caffetteria.


11. Piazza dei Signori

piazza dei Signori a Padova

Appena uscite dal Pedrocchi e trovandosi sulla piazzetta, proseguiamo sulla sinistra imboccando Via Gorizia per poi girare nuovamente a sinistra. Ci ritroveremo in Piazza della Frutta e, andando sempre avanti, un volta attraversata tutta la piazza, ci ritroveremo in Piazza dei Signori.

La Piazza dei Signori è considerato luogo simbolo della storia di Padova, ed è ancora vitale come un tempo.

Per molti padovani passeggiare per le piazze della Frutta, delle Erbe e dei Signori è un rito mattutino in cui ritrovarsi e fare acquisti. 

Questa piazza è pavimentata a lastre di trachite euganea, una roccia vulcanica che viene estratta dai Colli Euganei, colline di origine vulcanica.


12. Torre dell’Orologio, una meridiana dello Zodiaco

Proprio affacciato su Piazza dei Signori c’è la Torre dell’Orologio, edificio costruito in epoca medievale con un arco di trionfo che domina solenne sulla piazza. 

Deve il suo nome all’enorme orologio astronomico, nonché la più antica macchina del suo genere nel mondo

Questo è stato uno dei primi orologi astronomici realizzati in Italia e i segni dello Zodiaco disegnati sono ancora gli originali.


13. Palazzo della Ragione

Palazzo della ragione di Padova

Da Piazza dei Signori, monta alla guida del tuo monopattino perché ci spostiamo in Via Monte di Pietà  dove è possibile utilizzare il mezzo. Svolta in Via Manin e procedi in direzione dritta. Ti ritroverai in un’altra piazza, quella delle Erbe, e sulla sinistra noterai una imponente struttura.

La tredicesima tappa è proprio il Palazzo della Ragione, che con i suoi 82 metri di lunghezza, costituisce l’antica sede dei tribunali di Padova, una delle più grandi d’Europa. Eretto nel 1218, è l’interno a stupire i visitatori. Gli affreschi sono suddivisi in 333 riquadri e si svolge su tre fasce sovrapposte. Il ciclo di affreschi raffigura un raro ciclo astrologico medievale riuscito a giungere fino ai giorni nostri.

Nella parte che da su Piazza delle Erbe, all’esterno, vediamo un arco di passaggio, chiamato il Volto della Corda e l’angolo viene detto Canton delle Busie, “angolo delle bugie” poiché in epoca medievale vennero scolpite le antiche misure padovane che impedivano ai venditori di imbrogliare i compratori.

L’intero edificio è sospeso, poiché si appoggia su 90 piloni. Perciò sotto il Palazzo troviamo il Salone del Palazzo della Ragione, un mercato dove si possono acquistare formaggi, carni, insaccati e pesce provenienti da tutta Italia.

Il Palazzo può essere visitato tutti i giorni (esclusi tutti i lunedì non festivi e i giorni di Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio) dalle 9.00 alle 18.00.


14. Piazza delle Erbe, uno dei mercati all’aperto più grandi d’Italia

piazza della frutta Padova

Proprio davanti al Palazzo della Ragione, si apre Piazza delle Erbe.

In questo luogo, da secoli troviamo il mercato e, assieme a Piazza della Frutta, è stata  il polo commerciale della cittadina e ad oggi, costituiscono le sedi dei mercati più grandi d’Italia.

Piazza delle Erbe era chiamata della Giustizia all’epoca medievale, poiché al tempo venivano eseguite le esecuzioni capitali.

Se capiti la mattina, potrai godere dei vari banchi del mercato ortofrutticolo, mentre il pomeriggio, i vari bar iniziano gli aperitivi e continuano a servire fino a tarda serata.


15. Basilica di Sant’Antonio a Padova

Basilica del Santo a Padova

Imbocca Via San Francesco per poi imboccare verso destra Via del Santo, che ti condurrà fino alla prossima tappa del tour su cosa vedere a Padova con il monopattino elettrico.

La Basilica di Sant’Antonio, chiamata dai padovani anche solo “Il Santo”, viene spesso confusa per il Duomo, cosa che non è, restando però uno dei principali luoghi di culto cattolici della città. Inoltre, è anche tra le chiese più grandi al mondo

Questo luogo è meta di pellegrinaggio per circa 6,5 milioni di pellegrini all’anno. Il cammino di Sant’Antonio si estende per più di 400 km, collegando il Santo a La Verna, un santuario francescano isolato sul Monte Penna, al centro dell’Appennino Toscano, da cui si snodano tanti altri cammini.

All’interno della Basilica sono conservate le reliquie di sant’Antonio di Padova e la sua tomba.

Sul piazzale del Santo troviamo il monumento equestre in bronzo Gattamelata di Donatello. Questo monumento rappresenta il condottiero delle milizie padovane Erasmo da Narni, detto appunto “Gattamelata”, e venne commissionato alla sua morte, nel 1443, dal figlio e la moglie.


16. Orto Botanico dell’Università di Padova

Per arrivare a questa tappa, è possibile decidere due diversi percorsi. Uno breve ma da fare in parte a piedi con monopattino al seguito, e un altro più lungo ma fattibile interamente in monopattino elettrico.

Partendo al più breve, basterà, dando le spalle al Santo, girare a sinistra per poi proseguire a piedi in via dell’Orto Botanico, attraversare il ponticello e sarai a destinazione. 

In alternativa, se il tempo è dalla tua parte, sempre dando le spalle al Santo, gira a destra 

in via Cesarotti, per poi imboccare, nuovamente sulla destra, Piazzale Pontecorvo. Questa strada, seppure più lunga, ti permetterà di vedere il ponte Pontecorvo, di origini romane risalente al 120-130 d.C. Esiste una leggenda secondo cui Santa Giustina venne arrestata proprio in questo luogo dai legionari romani che la riconobbero come cristiana. Quando alla richiesta di abiurare la sua fede, Giustina si inginocchiò e iniziò a pregare. In quell’atto, la pietra divenne soffice e rimasero le sue impronte scolpite. Venne arrestata e poi martirizzata in Prato della Valle.

Procedendo in via Sanmicheli, sulla sinistra avremo il Bastione Pontecorvo e sulla destra la strada che conduce alla prossima tappa: l”Orto Botanico dell’Università di Padova.

Venne istituito nel 1545 e ad oggi, è il più antico al mondo ad aver mantenuto la sua sede originale. All’epoca della sua istituzione, ospitava solo erbe medicinali. Con il tempo, si aggiunsero circa 1800 specie di piante nuove. Padova divenne così fondamentale nel mondo per lo studio di molte specie esotiche.

Oggi si possono ammirare 7.000 esemplari con ben 3500 specie botaniche


17. Prato della Valle, il prato senza erba

prato della valle padova

Una volta che hai visitato l’Orto, ci dirigiamo nella parte sud, raggiungendo Via Cavazzana. Svoltando a destra, e mantenendo la destra allo svincolo, vedrai alla tua sinistra Prato della Valle.

Siamo giunti alla prossima tappa: Prato della Valle è tra le più grandi piazze d’Europa. Essa è infatti la seconda, dopo la più grande in Europa in assoluto, la Piazza Rossa di Mosca.

La piazza è costituita da un’isola verde al centro, l’Isola Memmia, circondata da un canaletto, e raggiungibile passando per i quattro ponticelli che collegano la strada principale all’interno della piazza.

Essa si presenta di forma ellittica e misura ben 88620 mq.

I due anelli che circondano il canale presentano 78 statue di celebri personaggi del passato, due piedistalli vuoti e 8 obelischi.

All’epoca romana, qui avvenivano diversi circhi e corse, ma anche come luogo di uccisione dei cristiani: qui vennero martirizzati infatti due dei quattro patroni della città, Santa Giustina e San Daniele.

Negli anni, questo luogo cambiò svariate funzioni: fiere, giostre, feste pubbliche e gare, assemblee e addirittura luogo dove Sant’Antonio predicava.

Tuttavia, non dobbiamo immaginarci Prato della Valle come è adesso. Fino al 1775, era un luogo paludoso. Fu Andrea Memmo, Provveditore della Serenissima a Padova, che effettuò una bonifica del territorio e realizzò ciò che possiamo ammirare ora.

All’epoca dell’Unità d’Italia, a causa dei troppi alberi e poca erba, tanto che la piazza, divenne nota anche come “il prato senza erba“. Prato, nome comune utilizzato normalmente dai padovani, è ora un luogo per passeggiate, sport all’aperto, per pattinare, studiare, suonare e prendere il sole, sa soli o in compagnia.

Le sere estive di Prato sono caratterizzate da musica e feste, divenendo luogo di ritrovo per moltissimi giovani.


18. Museo del PRECINEMA – Collezione Minici Zotti

Proprio nella parte nord di Prato della Valle, troviamo il Museo del Precinema. Qui troviamo moltissimi cimeli risalenti all’epoca antecedente la creazione del cinema, quando per intrattenere le persone, esistevano giochi di magia, illusione e tanta creatività, e la gente si stupiva con molto meno rispetto ad adesso.

Un luogo di grande importanza storica, che permette di fare un viaggio nel passato.


19. Museo La Specola, il museo dell’Osservatorio Astronomico di Padova

Per la nostra 19esima tappa dell’itinerario su cosa vedere in monopattino elettrico a Padova, ci dirigiamo verso il Museo La Specola.

Torniamo alla parte sud di Prato per imboccare Via Alberto Cavalletto, percorrerla fino all’incrocio con Via Santa Maria in Vanzo e quindi imboccare questa sulla destra.

Prosegui fino ad arrivare al Ponte Paleocapa: noterai sulla destra Piazza Delia, e procedi in questa direzione. Troverai il vicolo dell’Osservatorio, e situato proprio sulla biforcazione del Bacchiglione, troviamo La Specola.

Questo luogo è uno dei simboli della città di Padova. La torre che si erge solenne è una delle torri erette da Ezzelino III da Romano, tiranno che nel 1242 imprigionava le persone nel suo castello e le torturava. Oltre cent’anni dopo, i Carrara, signori di Padova, costruirono un nuovo castello sopra i resti di quello di Ezzelino.

Nel 1761, il Senato della Repubblica di Venezia decise di istituire un osservatorio astronomico dell’Università di Padova, luogo di addestramento dei futuri astronomi.

Fu proprio la Torre alta del Castel Vecchio, detta anche Torlonga, a essere prescelta per l’osservazione astronomica, poiché permetteva di avere una buona visione verso sud, sul meridiano celeste, molto importante per studiare il moto degli astri.

All’interno della torre lo spazio è diviso da una parte la Sala Meridiana per osservare il meridiano celeste, e sopra di essa la Sala delle Figure per l’osservazione della volta celeste da ogni angolazione con diverse tipologie di cannocchiali. Inoltre, è presente una terrazza per studiare la meteorologia.

Nell’Ottocento si aggiunse una terza cupola e venne edificato un padiglione per ospitare il rifrattore di Mertz.

All’intero dell’archivio storico dell’Osservatorio possiamo ancora trovare i vecchi registri sulle osservazioni astronomiche.

Dal 1994 il Museo La Specola conserva, restaura ed espone gli strumenti utilizzati dagli astronomi padovani in 250 anni di osservazione degli astri. 


20. Duomo di Padova o Cattedrale di Santa Maria Assunta

duomo di Padova in monopattino elettrico

Attraversando il Museo, esci dalla parte nord, ritrovandoti così in Via S. Tommaso e con alla tua sinistra il Ponte Sant’Agostino. Qui vedrai, proprio sul ponte, una meridiana. Attraversa il ponte e gira a destra, percorrendo così verso nord la Riviera Paleocapa. Quando arrivi al prossimo ponte sulla destra, il Ponte San Giovanni delle Navi, attraversalo. Procedi sempre dritto, fino a trovarti alla tua sinistra la diocesi di Padova. Puoi imboccare con il tuo monopattino la strada Via Dietro Duomo, per poi girare a destra per arrivare davanti alla cattedrale.

Altrimenti, gira verso Via Domenico Vandelli e, mantenendo la sinistra, ti ritroverai sul sagrato del Duomo di Padova.

Questo luogo di culto venne consacrato nel 1075, alcuni anni dopo subì gravi danni a seguito di un terremoto. La ristrutturazione terminò nel 1754 anche se mai davvero completata, e anzi fu danneggiata nuovamente dopo i bombardamenti della prima guerra mondiale.

Proprio di fianco troviamo un’altra struttura collegata al Duomo: il Battistero. Intitolato a San Giovanni Battista, ha origini antiche, ma è dal 1260 che ha le sembianze che puoi ammirare oggi. Francesco da Carrara il Vecchio e la moglie Fina Buzzaccarini vollero affrescare l’interno del battistero e ad oggi, il ciclo di affreschi è tra i più belli e meglio conservati del Trecento.

Al centro del Battistero possiamo osservare una vasca battesimale del 1260 dove ancora vengono celebrati battesimi.


21. Ghetto Ebraico di Padova

Andando verso nord, imbocca Via Monte di Pietà, per poi girare alla prima via alla tua destra (via Manin) e percorrila fino a raggiungere Piazza delle Erbe nuovamente.

Poco più avanti, alla tua destra, quindi proprio di fronte alla piazza, si snoderanno una serie di strade strette che formano il Ghetto ebraico.

Fu operante dal 1603 al 1797, anno in cui gli ebrei furono dichiarati liberi e uguali a seguito del vento rivoluzionario portato dalla Rivoluzione Francese.

Le persone ebree aumentarono di numero a metà del ‘300 grazie alla nascita dell’Università degli Studi di Padova: essa infatti accettava sa sempre studenti e studentesse di qualsiasi religione, a differenza di altre università in Italia ed in Europa.

Nel ‘400 la Spagna iniziò ad espellere tutti gli Ebrei, confiscando i loro beni. Queste famiglie arrivarono in Italia, specialmente in Toscana e nella Repubblica di Venezia poiché più tolleranti.

Il ghetto era esclusivamente per persone ebree, nessun cristiano poteva svolgere attività al suo interno. Era chiuso di notte (nessuno poteva entrare o uscire dopo le 2 di notte) e veniva sorvegliato da una persona ebrea e una cristiana, pagate entrambe dalla Comunità ebraica.

I ghetti potevano essere strutturati in 3 diversi modi:

  1. il chatzèr, un grande cortile rettangolare e le case allineate con negozi intercomunicanti;
  2. una via o di una piazza centrale dove si collegano diverse vie strette (questo è il caso di Padova);
  3. una sola contrada coi due portoni agli sbocchi

Ovviamente, non c’erano ebrei che potevano vivere fuori dal ghetto e se uscivano, dovevano portare il “segno giudaico” per essere riconoscibili. Fu solo la Repubblica Veneta a decidere che gli Ebrei di passaggio potessero girare tre giorni senza il segno giudaico.

Vicino all’incrocio con via Spirito Santo e via Marsala troviamo la Corte Lenguazza, con la vecchia Sinagoga. Questo era, nel passato, il luogo di ritrovo sociale e religioso per eccellenza. Le persone acquistavano pane azzimo e la carne preparata seguendo i precetti ebraici.

Si può visitare alcuni dei sette cimiteri ebraici ancora esistenti con una prenotazione.

Perché visitare questa zona? Per l’importanza storica che ha avuto nella storia delle città di Padova e per la bellezza delle vie anguste, molto suggestive, con abitazioni che si elevano in altezza per riuscire a ospitare le sempre più persone che arrivavano nel ghetto e che non potevano espandersi oltre i confini del ghetto.

Le botteghe continuano a con le loro tradizioni, ed è possibile assaggiare cibi tipici. 

Ti consigliamo di concludere il tuo tour in monopattino elettrico con un bell’aperitivo in Piazza delle Erbe o Piazza dei Signori, per finire in bellezza seconda la tipica tradizione patavina a base di spritz e quatro ciacole!


Itinerario su cosa visitare a Padova in monopattino elettrico

Qui di seguito troverai una mappa della città di Padova con i punti di interesse da visitare in monopattino elettrico, per cui se hai un pò di tempo il mio consiglio è quello di farlo tutto e se ti va di farci sapere se lo hai trovato di tuo gradimento.

Nella mappa troverai i seguenti punti di interesse:

  • I punti di interesse
  • Le linee nere che indicano i percorsi da seguire

Se clicchi sull’icona mappa padova che si trova in alto nella parte sinistra della mappa, avrai la possibilità di scegliere quale punti di interesse visualizzare, in modo poter raggiungere quelli che preferisci qualora tu avessi poco tempo a disposizione.


Conclusioni

Questo era l’itinerario su cosa visitare a Padova in monopattino elettrico.

Con queste 21 tappe potrai scoprire questa magnifica città nella sua essenza, dalla sua nascita in epoca romana, nella sua crescita durante l’età medievale, e il progresso fino ai giorni nostri.

Poter viaggiare in città con il monopattino elettrico, come abbiamo visto, è estremamente vantaggioso e anche divertente. Perciò non ti resta che partire e goderti ogni singolo luogo!

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