piatti tipici di padova

Piatti tipici di Padova: cosa mangiare e dove assaggiarli

Qual è il piatto tipico di Padova? Se lo chiedete a un padovano, la risposta più probabile sarà bigoli all’anatra, seguita a ruota dal bollito misto con la gallina padovana. Ma la cucina della città è più ricca di così: nasce dalla campagna (anatre, oche, galline, fagioli, radicchio), passa per il pesce arrivato con la Serenissima (il baccalà) e finisce in pasticceria con dolci legati alla devozione per Sant’Antonio.

Qui sotto trovate i piatti tipici padovani da assaggiare almeno una volta, divisi in primi, secondi e dessert.


Primi piatti tipici di Padova

Bigoli patavini

Bigoli all'anatra, piatto tipico di Padova
Bigoli Patavini

Forse la più celebre tra le pietanze tipiche di Padova, una pasta fresca composta da grano tenero, sale e acqua, cugina degli spaghetti ma dal diametro più spesso, in media di 3 mm. I bigoli nascono nella provincia all’incirca nel XVII secolo, durante la Repubblica della Serenissima, quando i contadini del tempo li sottoponevano a essicazione sulle perteghe (particolari canne in bambù impiegate per questo scopo).

Da questa modalità di realizzazione si è passati al supporto di marchingegni sempre più sofisticati, e nel giro di duecento anni, i bigoli sono diventati parte integrante dei menù di tutto il Veneto e della Lombardia, e ancora oggi riscuotono molto successo in cucina. Basti pensare che in una frazione di Abano Terme, Monterosso, si tiene addirittura la Sagra dei Bigoli di fine agosto.

I bigoli patavini si prestano a innumerevoli condimenti come sughi di carne, formaggi, verdure, legumi; ma a Padova il condimento per eccellenza è il ragù d’anatra (i “bigoli co l’arna”), mentre verso Venezia è più comune la versione “in salsa” con acciughe e cipolla.

I mille usi del radicchio trevigiano

risotto con radicchio padova
Risotto al radicchio

Il radicchio rosso nasce a Treviso, ma nelle trattorie padovane è di casa da fine autunno a inverno: è un ingrediente molto versatile della cucina veneta. Un esempio di pietanza che lo coinvolge sono le tagliatelle, alle quali si può aggiungere cubetti di pancetta e un formaggio come il taleggio per rinforzare sapore e consistenza di un piatto tradizionale la cui nutriente semplicità è il suo pregio maggiore.
L’impiego del radicchio si estende anche a risotti e passati, ideali per la stagione invernale.

I mille usi del sugo d’anatra

tagliolini anatra e carciofi
Tagliolini anatra e carciofi

Essendo quella padana l’area più vasta per l’allevamento di anatre, questa tipologia di uccello è inevitabilmente una colonna portante dell’alimentazione veneta, e la sua carne rappresenta una tradizione culinaria tra le più antiche di tutta Padova. Tuttavia è dal sugo da essa ricavato che i cuochi locali traggono maggiori soddisfazioni, in quanto papabile condimento per paste e brodi.

Dotato di un sapore deciso ma tutt’altro che pesante, il sugo d’anatra colpisce anche i palati più esigenti per la sua sorprendente delicatezza.

Minestrone pasta e fagioli alla veneta

pasta e fagioli alla veneta
Pasta e fagioli alla veneta

Noto anche con il nome di “pasta e fasoi”, questo primo ereditato dalla tradizione agricola del passato sazia con il suo connubio di fagioli, pasta fresca, aroma di erbe e pezzetti di carne suina.

Ideale per combattere il freddo, il minestrone pasta e fagioli è anch’esso soggetto a piccole varianti negli ingredienti, tutte riconducibili all’estro del cuoco.


Secondi piatti tipici padovani

Carne di gallina padovana

tortelli di gallina padovana
Tortelli di gallina padovana

Il territorio padovano ha dato il nome a due razze avicole “col ciuffo”: la Padovana, dal gran ciuffo ornamentale, e la gallina di Polverara, allevata nell’omonimo comune a sud della città. Sulle origini circolano diverse leggende (una la vuole portata dalla Polonia nel Trecento dall’astronomo Giovanni Dondi dall’Orologio, ma non ci sono documenti che lo confermino).

La sua carne più scura e morbida ne hanno decretato il successo sulle tavole italiane nelle forme di sugo, brodo, carne alla griglia o arrostita da accompagnare con vini rossi veneti.

Oca in onto

oca in onto padova
Oca in onto

Per oca in onto si intende una particolare conservazione delle carni dell’omonimo uccello, separate dalle componenti grasse, sminuzzate e lasciate riposare sotto sale per un paio di giorni per poi essere riposte in un contenitore di vetro.

L’oca in onto ha una conservazione particolarmente lunga che può arrivare addirittura a due anni, e si presta tranquillamente sia come salsa che come secondo da accompagnare con patate o polenta.

Gran bollito misto

bollito misto
Bollito misto

La leggenda narra che Galileo Galilei in persona si abbuffasse di questa punta di diamante della cucina di Padova. Come ogni altro suo simile, il gran bollito misto presenta al suo interno tagli di manzo o pollame (soprattutto gallina padovana) da insaporire con mostarda.

Baccalà alla cappuccina

baccalà alla cappuccina
Baccalà alla cappuccina

Altra eccellenza culinaria importata alla Serenissima dalla Norvegia, il baccalà è un pesce versatilissimo che si presta a varie tipologie di preparazione.

Ogni provincia della regione, da Vicenza a Venezia, ha il suo metodo ma, per quanto riguarda Padova, la variante più creativa è il baccalà alla cappuccina, servito assieme a pinoli, acciughe e cannella.


Dolci tipici di Padova

Torta pazientina

torta pazientina padova
Torta pazientina

Torta ideata a Padova all’incirca nel XVII secolo, il dolce pazientino è al centro di un vivace dibattito a proposito del suo nome, probabile riferimento sia ai “pazienti” degli ospedali a cui era data per rimettersi in forze o alla “pazienza” di cui il cuoco deve munirsi per fronteggiarne la ricetta, molto complessa da seguire.

Il dolce si compone di più strati di pasta bresciana (pasta frolla alla mandorla) e pan di spagna farciti di zabaione e decorati con pezzetti di cioccolato.

Pan del Santo

dolce del Santo
Dolce del Santo

Ereditato dai frati della Basilica di Sant’Antonio che ne facevano dono ai mendicanti, il Pan del Santo (o Dolce del Santo) nasce dal pane che i frati distribuivano ai poveri e ai pellegrini. Nel tempo la pagnotta è diventata un dolce da forno, oggi preparato soprattutto per la festa di Sant’Antonio del 13 giugno e sempre presente nelle vetrine delle pasticcerie attorno alla Basilica.

Ha un guscio di pasta sfoglia farcito con confettura di albicocche, mandorle, uvetta e arancia candita, completato da un impasto soffice simile al Pan di Spagna. La forma tondeggiante ricorda la cupola della Basilica (o l’aureola del Santo): è il souvenir goloso più classico da portare a casa.


Salumi, formaggi e altri prodotti tipici

Per quanto il Veneto sia rinomato per i menù a base di pesce, come abbiamo visto la cucina di Padova punta tanto sulla carne e offre un ampio spettro di salumi, sovrani di antipasti e sfiziosi stuzzichini. Impossibile non citare il prosciutto crudo e stagionato Berico-Euganeo dop, proveniente dalla Bassa Patavina, o l’insaccato simil-salame noto come sopressa.

Tra le altre prelibatezze locali spiccano la torta di fichi, confezionata per la prima volta addirittura ai tempi della Grande Guerra, e il pregiato miele dop dei Colli Euganei.


Da bere e da “cicchettare”: i sapori di strada di Padova

Un pranzo tipico non è l’unico modo per assaggiare Padova. Alcuni sapori si scoprono in piedi, al bancone o tra le bancarelle delle piazze:

  • Folpetti: piccoli polpi bolliti, serviti caldi con olio, sale e prezzemolo. Sono lo spuntino di mercato per eccellenza tra Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta.
  • Baccalà mantecato e cicchetti: crostini, polpette e tramezzini da accompagnare con un’ombra di vino, la base di ogni bacaro padovano.
  • Spritz all’Aperol: l’Aperol è nato proprio a Padova, presentato dai fratelli Luigi e Silvio Barbieri alla Fiera campionaria del 1919. Per scegliere dove berlo c’è la nostra guida all’aperitivo a Padova.
  • Caffè Pedrocchi: caffè con crema fredda alla menta e spolverata di cacao, da ordinare nello storico Caffè Pedrocchi.
  • Vini dei Colli Euganei: rossi, bianchi e il dolce Fior d’Arancio, raccontati nella guida ai vini da provare a Padova.

Dove mangiare i piatti tipici a Padova

Bigoli all’anatra, bollito e baccalà si trovano soprattutto nelle trattorie e osterie tradizionali, in centro come nei quartieri. Abbiamo raccolto i nostri indirizzi preferiti, con foto, indirizzi e mappa, nella guida alle migliori trattorie tipiche di Padova. Per una cena più informale funzionano bene i bacari del centro, mentre per un quadro generale (anche con locali economici) c’è l’articolo su dove mangiare a Padova.

Due consigli pratici: molte trattorie cambiano il menu con la stagione (il radicchio si trova da fine autunno, gli asparagi in primavera), e nel fine settimana conviene prenotare. Chi segue una dieta senza carne trova alternative nella guida su dove mangiare vegetariano e vegano a Padova.


Domande frequenti sui piatti tipici di Padova

Qual è il piatto tipico di Padova?

Il piatto più rappresentativo sono i bigoli all’anatra, pasta fresca spessa condita con ragù d’anatra. Tra i secondi il simbolo è il bollito misto, spesso con la gallina padovana, servito con mostarda o salse.

Qual è il dolce tipico di Padova?

I due dolci più legati alla città sono la torta pazientina, a strati di pasta di mandorle, pan di Spagna e zabaione con scaglie di cioccolato, e il Dolce del Santo, preparato per la festa di Sant’Antonio del 13 giugno.

Cosa sono i bigoli e in cosa sono diversi dagli spaghetti?

I bigoli sono una pasta lunga più spessa degli spaghetti (circa 3 mm) e con una superficie ruvida, tradizionalmente tirata al torchio chiamato “bigolaro”. La ruvidità trattiene bene i sughi densi come il ragù d’anatra.

Cosa mangiare a Padova in giro per il centro?

Per uno spuntino veloce ci sono i folpetti alle bancarelle delle piazze, i cicchetti dei bacari (baccalà mantecato, polpette, tramezzini) e, per una pausa, il caffè alla menta del Caffè Pedrocchi.

Lo spritz è nato a Padova?

Lo spritz come bevanda è diffuso in tutto il Veneto, ma l’Aperol, l’ingrediente della versione più famosa, è padovano: fu presentato dai fratelli Barbieri alla Fiera di Padova nel 1919.

Quali prodotti tipici padovani portare a casa?

I più comodi da trasportare sono il Dolce del Santo, il prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP sottovuoto, il miele dei Colli Euganei e una bottiglia di Fior d’Arancio o di rosso dei Colli.

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